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Caroli Giovanni - Energy Service Company
 
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25/06/2007 - Progetto archimede: un conto energia anche per il Solare Termodinamico

Lo schema di funzionamento del ciclo combinato basato sulla tecnologia solare termodinamica

In un intervento a margine del Convegno "Il ritorno di Archimede - il solare a concentrazione per un futuro rinnovabile" il Ministro dell'Ambiente annuncia che è pronta una bozza di decreto interministeriale per l'istituzione di un conto energia per il solare termodinamico.

Un conto energia per il solare termodinamico? E' l'ipotesi, sembra alquanto realistica, che emerge da un intervento del Ministro Dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, durante un convegno tenutosi il 19 giugno scorso e promosso dall'ENEA per presentare lo stato di avanzamento del progetto Archimede, il grande impianto a ciclo combinato che sfrutta la concentrazione solare per la produzione di energia elettrica.

Il decreto, messo a punto di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, punta ad introdurre in Italia uno sistema incentivante sul modello di quello spagnolo, con tariffe da 20 a 25 centesimi a kWh per 25 anni, che si riduca progressivamente nel corso della vita dell'impianto.
Il Ministro Pecoraro Scanio conta di avviare l'incentivazione già dal 2008; sarebbero inoltre allo studio specifici aiuti per le imprese che decidono di investire in Africa. «Ma gli incentivi potranno partire solo dopo che saranno individuati gli impianti - ha fatto sapere il Ministro - e finora hanno mostrato interesse soltanto la Calabria, che ha già inviato la lettera di intenti, il Molise, la Puglia, la Sardegna la Basilicata e la Sicilia.»

Il Progetto Archimede

L'impianto ENEA associa la produzione di fluido termovettore ad alta temperatura (550°C) ad un ciclo a vapore per la produzione di elettricità e combina le due principali tecnologie per la concentrazione solare, ovvero i collettori parabolici lineari e i sistemi a torre: l'obiettivo, in questo modo, è di superare i limiti tecnici di entrambi i sistemi.
Il sistema è modulare e può essere sfruttato sia per impianti da centinaia di MWe connessi alla rete elettrica nazionale, che per impianti di pochi MWe. Un apposito sistema di accumulo del fluido termovettore (un comune fertilizzante) consente di immagazzinare il calore e produrre energia elettrica anche in assenza di radiazione solare diretta.
Un impianto tipo può essere realizzato in circa tre anni, per una vita attesa di 25-30 anni.

 

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