L'impatto economico delle spese per il riscaldamento č una delle linee di ricerca su cui si č sviluppato il terzo rapporto ANACI (Associazione Italiana degli Amministratori Condominio), dal titolo "La vita nei condomini: litigiositā e risparmio energetico", presentato a Roma lo scorso 16 settembre (I dati e il rapporto completo, possono essere scaricati liberamente dal sito ufficiale dell'ANACI, www.anaci.it). L'indagine si č svolta in collaborazione con il CENSIS, attraverso un sondaggio online su oltre 300 amministratori, in rappresentanza dei circa ottomila associati ANACI.
Tra le ragioni pių frequenti all'origine delle liti tra i condōmini, vi č sicuramente la ripartizione delle spese di riscaldamento. Dunque, nella seconda parte della ricerca, l'attenzione si concentra sul tema della contabilizzazione del calore.
Si tratta di un tema di grande attualitā: nel secondo rapporto del 2006, infatti, il sondaggio su quasi 200 amministratori e l'analisi dei bilanci di oltre 50 condomėni indicavano i costi per il riscaldamento degli stabili come la prima voce di spesa energetica, pari a circa 4 miliardi di euro l'anno. Anche per questo motivo, il DPR n. 59 del 2 aprile 2009 ha stabilito che in tutti gli edifici esistenti con un minimo di unitā abitative superiore a quattro, deve essere realizzata la contabilizzazione del calore anche in occasione della ristrutturazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato.
Riscaldamento Centralizzato - Dal rapporto di settembre emerge che in oltre il 45% dei casi, gli stabili sono dotati di impianto di riscaldamento centralizzato, meno della metā dei quali sono provvisti di un sistema di contabilizzatore del calore. Agli amministratori č stato poi chiesto di indicare quanti tra i condomėni con impianto di riscaldamento centralizzato da loro amministrati hanno scelto di installare un sistema di contabilizzazione di calore nel corso dell'ultimo triennio. Le risposte indicano che "nel 50% dei casi - si legge nel rapporto - il sistema della contabilizzazione dei calore č stato installato negli ultimi 3 anni (3 su 6)".