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La doppia sfida ai cambiamenti climatici e alla sicurezza energetica

Al centro del vertice dei Ministri dell'Ambiente: la lotta ai cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità, il tema delle tecnologie energetiche pulite.

I Ministri dell'Ambiente dei Paesi del G8 si sono riuniti a Siracusa da 22 al 24 aprile, in occasione del vertice annuale presieduto dall'Italia (il cosiddetto "G8 Ambiente"). Presenti, oltre ai Paesi del G8, anche diversi rappresentanti delle grandi economie emergenti, come Cina, India, e paesi dell'America Centro-Meridionale e dell'Oceania.
Tra i suoi obiettivi principali, il "G8 Ambiente" poneva quelli di facilitare il dialogo e catalizzare il consenso sui temi proposti, in vista della Conferenza dell'UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) che si svolgerà in dicembre a Copenhagen. In tale occasione, infatti, si dovrebbe concordare una risposta internazionale ai cambiamenti climatici per il periodo post 2012.
Altro obiettivo del vertice di aprile, era quello di lanciare un importante messaggio politico sulla biodiversità e sul rapporto tra salute e ambiente.
 
Nuove tecnologie e politiche di lungo periodo contro i cambiamenti climatici. Durante le prime due sessioni di lavoro, i Ministri presenti hanno discusso di cambiamenti climatici, analizzando prima di tutto le opportunità offerte dalle nuove tecnologie energetiche pulite. La loro promozione è indispensabile per affrontare la doppia sfida dei cambiamenti climatici e della sicurezza energetica, e può rappresentare anche un forte stimolo alla ripresa economica. Ma i tempi di ricerca, sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie non sono brevi, per questo motivo sarà essenziale attuare politiche di lungo periodo, armonizzare standard e regole e rendere disponibili dati ed esperienze. Anche per il periodo post-Kyoto si pensa a politiche di più ampio respiro, compresa la possibilità di concordare impegni finanziari e programmi di investimento dei diversi Paesi, in modo da stabilizzare i mercati internazionali.

 
 

Il Rapporto Energia e Ambiente 2008

Che l'efficienza energetica rappresenti «la risorsa più importante per la riduzione delle emissioni, ma anche quella che consente di ridurre la domanda di fonti fossili e di utilizzare tecnologie disponibili o in via di acquisizione a breve termine», lo ha riconosciuto anche l'ENEA, nel suo ultimo "Rapporto Annuale Energia e Ambiente" presentato lo scorso luglio 2009. La stessa linea aveva sostenuto l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), per la quale l'opzione efficienza energetica avrà un ruolo centrale nella sicurezza degli approvvigionamenti e nello sviluppo economico. Sempre secondo l'ENEA, l'attenzione va focalizzata sugli usi finali dell'energia, vale a dire sui consumi nel settore residenziale, del settore industriale e dei trasporti, che possono concorrere agli obiettivi di mitigazione stabiliti dall'Unione Europea rispettivamente nella misura percentuale del 16%, 10% e 14%. A riguardo l'Enea ha proposto per l'Italia un piano d'intervento per l'efficienza degli edifici pubblici in grado di diminuire i consumi energetici del 20% e di abbassare il costo annuale della bolletta del 23%. Il rapporto può essere scaricato dal sito ufficiale dell'ENEA (www.enea.it).

 
 

Il Protocollo Europeo "20-20-20"

Il 17 dicembre del 2008, il Parlamento Europeo ha varato a larghissima maggioranza il pacchetto clima. Il cosiddetto "Protocollo 20-20-20" è composto da sei risoluzioni e contiene gli strumenti per raggiungere entro il 2020 un triplice obiettivo:
 
- 20% di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra
- 20% in più di risparmio energetico
- 20% dei consumi totali di energia coperti da fonti rinnovabili

Nelle risoluzioni sono previsti un sistema di scambio delle emissioni di gas a effetto serra, la ripartizione tra gli Stati membri degli sforzi per ridurre le emissioni, la cattura e lo stoccaggio geologico della CO2 e l'aumento del ricorso alle energie rinnovabili. È stato inoltre dato il via libera alla direttiva per la riduzione delle emissioni di CO2 delle auto e per la riduzione dei gas a effetto serra derivanti dal ciclo di vita dei combustibili.
L'approvazione è arrivata dopo un duro braccio di ferro, che ha portato ad introdurre una certa gradualità nel percorso di applicazione.

 
 
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Rassegna Stampa Numero Verde 800013129