
Le Caldaie a Temperatura Scorrevole consentono il raggiungimento di elevati valori di rendimento medio stagionale, grazie al loro funzionamento caratterizzato da una temperatura variabile che è in funzione della richiesta del carico dell'impianto e delle condizione climatiche. Gli elevati rendimenti sono dovuti in parte alla possibilità di una variare la temperatura all'interno della caldaia, perché produca esattamente il calore richiesto, in parte alla possibilità di lavorare con basse temperature di esercizio, che riducono le perdite verso l'ambiente attraverso l'involucro esterno e il camino (quando il bruciatore è spento).
Le principali caratteristiche funzionali che distinguono un generatore a temperatura scorrevole da uno tradizionale sono:
possibilità di produrre fluido termovettore anche a bassa temperatura (fino a circa 30°C);
utilizzo di bruciatori multistadio con regolazione automatica della portata d'aria;
possibilità di accoppiare bruciatori modulanti con regolazione dell'aria comburente e regolazione continua del rapporto aria-combustibile.

Il funzionamento delle Caldaie a Condensazione si basa sul principio dello sfruttamento del calore latente contenuto nei gas di scarico. Le caldaie tradizionali, utilizzano solo una parte dell'energia posseduta del combustibile: durante la combustione, infatti, si produce vapore acqueo che si disperde dal camino insieme ai fumi trasportando via con sé il calore che è servito a generarlo (il "calore latente"). Per questo motivo ai combustibili si attribuisce un valore energetico detto "Potere Calorifico Inferiore" (p.c.i.), ovvero il calore che è possibile estrarre dal combustibile al netto di quello disperso sotto forma di vapore acqueo.
Nelle caldaie a condensazione, invece, un apposito sistema recupera questa energia altrimenti inutilizzabile, condensando il vapore acqueo e trasferendo il calore in esso contenuto al fluido termovettore tramite un particolare scambiatore.
Quindi, rispetto alle tradizionali, le caldaie a condensazione sfruttano una percentuale maggiore dell'energia contenuta nel combustibile, il cosiddetto "Potere calorifico superiore", col risultato che il rendimento globale risulta maggiore del 100% (es. 108% contro il 90% di una caldaia tradizionale, entrambi riferiti al p.c.i.).
Per favorire una combustione pressoché perfetta, la caldaia a condensazione può essere accoppiata ad un bruciatore a premiscelazione, in cui le quantità di gas e di aria sono immesse sempre in maniera proporziale tramite una ventilatore e una valvola particolare.
Il maggior rendimento, unito alla minore temperatura del fluido termovettore, comportano un minor consumo di combustibile, da cui deriva una notevole riduzione delle emissioni inquinanti e dei costi di gestione.
Si noti che la quota di sfruttamento del calore di condensazione dipende dalla temperatura di ritorno del sistema di riscaldamento e dalla temperatura dei gas di scarico della caldaia. Più basse sono entrambe, tanto più alto è lo sfruttamento del calore latente e quindi anche il rendimento della caldaia a condensazione. Ne deriva che le caldaie a condensazione si rivelano molto convenienti se associate a impianti di riscaldamento funzionanti a bassa temperatura, come i pannelli radianti: diversamente, il maggior costo della caldaia non è sufficientemente compensato dai vantaggi energetici.